CALATABIANO

 

ha una pianta a forma di stella ed è situato in una fertile pianura ai piedi del monte castello a 62 metri d’altitudine e a meno di 3 km dall’azzurro e limpido mare Ionio. La sua posizione geografica consente ai turisti di godere delle maggiori attrattive della Sicilia. Vicino a Taormina e a pochi chilometri dall’Etna, il più grande vulcano attivo d’Europa, che in quest’ultimo anno ha fatto bella mostra di sé. A coronare il tutto il clima mediterraneo caratterizzato da inverni brevi e poco rigidi ed estati calde e lunghe. Il territorio è separato dalla provincia di Messina dal noto fiume Alcantara (dall’arabo “ponte”). Le origini storiche di Calatabiano sono legate a quelle del suo castello che si eleva su una collina a 250 metri sopra il livello del mare. Il toponimo ha evidente origine araba, “kalaat” significa “castello” e “Bian” è il nome del kakim, suo primo amministratore o signore. Il castello, nella sua conformazione attuale, è di origine araba (IX sec.), ma recenti scavi archeologici hanno portato alla luce uno strato con resti bizantini. Questo ci fa pensare che una qualche forma di fortificazione esisteva sin dalla tarda romanità. Le testimonianze storiche del paese le dobbiamo cercare, non dentro l’attuale centro abitato, ma sulla collina dove ancora rimangono i segni dell’antico sito. Difatti, prima che nel 1693 il terremoto del Val di Noto lo distruggesse, Calatabiano era un borgo medievale circondato e protetto da una cinta muraria fortificata con torri e merli.

Una visita al paese non può che iniziare dalla piazza principale dove è situata la Chiesa Madre Maria Santissima Annunziata, sull’altare della quale si ammira il Crocifisso ligneo del XVI secolo, opera di Giovanni Salvo D’Antonio, di Scuola Antonelliana. Uscendo dalla Chiesa, l’antica stradina collega l’abitato odierno con il vecchio borgo. Lungo il tragitto s’incontra l’umile Chiesa di Gesù e Maria (1695), ospitata da una piazzetta quadrangolare che offre agli amanti dell’arte, della storia e della natura un panorama incantevole. Continuando a salire, prima dell’arrivo al maniero oltre le mura ed i ruderi, si trovano la Chiesa del Carmelo (1684) e la Chiesa del Santissimo Crocifisso (1484), dimora del Protettore e Patrono di Catalabiano, San Filippo Siriaco. Alzando lo sguardo il Castello impone la sua presenza.

Il maniero fu ripristinato e rafforzato durante i due secoli di dominazione araba. Nel 1135, regnando Ruggero II, Calatabiano venne elevata a Signoria e concessa ai Pagano e Gualteri, conti di Avellino, ai quali si avvicendarono Arnaldo de Regio, Gualtieri dei Palearis, Pietro Ruffo, Ruggero di Lauria, Arrigo Rosso e Artale Alagona.

Nel 1396 il Castello passò alla famiglia dei Cruyllas, originaria della Catalogna, i quali restaurarono il castello riedificandovi alcune sale e riparando la Cappella palatina. Con i Cruyllas il maniero visse un periodo di grande splendore grazie a Berengario, regio consigliere e vicario generale della Sicilia. Nel vano più grande e meglio conservato del Castello, sulla chiave dell’arco uno scudetto rotondo porta scolpito lo stemma della grande e potente famiglia dei Cruyllas.

 

 

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Visite Guidate
 
Luoghi di Visita

Castello di Calatabiano

 

Chiesa del SS. Crocifisso (San Filippo -sec. XV)

Chiesa di Gesù e Maria (XVII sec.)

Chiesa della Madonna del Carmelo (1684)

Chiesa Maria SS. Annunziata (1737)

Pala del Crocifisso di G. Salvo D'Antonio (XVI sec.)

Statua gaginiana di Santa Caterina (XVI sec)

Portale in pietra lavica della residenza dei Principi di Palagonia

 

 

Castello San Marco

   
Guida Turistica Scariacala in formato Dal sito del comune di Calatabiano

   
Grand Tour Sicilia gps 2013 Speciale Calatabiano

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